Lo chef stellato Roberto Petza è uno dei più apprezzati talenti della gastronomia nazionale. Portavoce di una cucina che parte dalla tradizione per innovare all’insegna del rispetto, è stato tra gli chef protagonisti ad Expo2015 ( l’avevo intervistato in questa occasione:http://youtu.be/Jes3NGPO3pc) e ora si racconta per le 10domande a di FocuSardegna. Qui l’intervista completa:
http://www.focusardegna.com/index.php/attualita/10-domande-a/1128-10-domande-a-roberto-petza

Petza, è vero che ci siamo disabituati al gusto originale dei cibi che portiamo in tavola?
Purtroppo è vero, l’industria alimentare ha standardizzato i nostri gusti. Tutto quello che viene dall’industria è realizzato unicamente per esser buono. Se, però, ci si ferma ad esaminare il processo produttivo e gli ingredienti, ci si rende conto che la favola che viene raccontata non ha nulla di veritiero. E, a testimoniare il tutto, c’è il fatto che se un bambino o un adulto assaggia qualcosa realizzato con prodotti “veri” è disorientato perché nel suo e nel nostro database non esiste più il ricordo di quel gusto. Ma non si tratta solo dei prodotti industriali. Prendiamo il discorso dei semi: tutte le verdure che mangiamo sono frutto di semenze modificate che non attribuiscono al frutto o al vegetale il suo vero sapore. Pensiamo alle carote che una volta erano nere, viola, rosse e gialle non per un gioco ma per la loro natura: magari non erano così dolci e saporite ma terrose e dure, meno croccanti. Ora non riusciresti a riconoscere quel gusto. Lo stesso vale per la carne: chi assaggia un pezzo di maiale allevato a terra, come da tradizione, si accorgerà del diverso sapore e della differente consistenza della carne che, se proveniente da un animale allevato all’aperto, ha una muscolatura diversa da quella dell’animale che non si è mosso perché tenuto in gabbia.

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