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Passeggiate milanesi, la Primavera in arrivo, le fioriture sulle guglie del Duomo e un piccolo tempio nascosto. E tornano alla mente le sinestesie di Baudelaire, a celebrare l’eterna magia della Natura.

La natura è un tempio in cui viventi
colonne lasciano talvolta sfuggire
confuse parole; l’uomo vi passa,
attraverso foreste di simboli,
che lo guardano con sguardi
familiari.
Simili a lunghi echi,
che di lontano si confondano
in una tenebrosa e profonda unità
– vasta come la notte e la luce –
i profumi, i colori e i suoni si rispondono.
Profumi freschi come carni di bimbi,
dolci come il suono dell’oboe,
verdi come praterie.
Ed altri corrotti, ricchi e trionfanti,
vasti come le cose infinite:
l’ambra, il muschio, il benzoino
e l’incenso, che cantano
i rapimenti dello spirito e dei sensi.

Charles Baudelaire
dal libro “I fiori del male”

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