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Domenica 8 marzo, festa della donna, tra Milano e Como era un traboccare di fiori, mimose, orchidee. Le donne le tenevano sotto braccio, come un trofeo, altre le nascondevano dentro la borsa, come a dire ” Si, me le hanno regalate ma non sopporto questa ricorrenza”, altre ancora camminavano affianco a mariti e fidanzati che le tenevano in mano per loro.
In Sardegna la situazione non era diversa, mi raccontavano le amiche. Già, perchè c’è quel giorno dell’anno in cui è obbligo ricordarsi di essere donna, ricordarsi, per gli uomini, di fare un gesto di galanteria, di preparare un pranzo speciale o, per un giorno, non lasciare segni che non siano quelli d’affetto.

Cosa succede, invece, quando di quelle mimose profumate non resta che un mazzetto informe e secco che sporca il tavolino sul quale è poggiato il vaso o una pappetta giallo verde iper calpestata dai viaggiatori della metropolitana?

Il mio nuovo editoriale su FocuSardegna è dedicato alle donne ma volontariamente abbiamo atteso che le mimose smettessero di profumare per raccontare una realtà che caratterizza i restanti 364 giorni dell’anno.

Buona lettura su : http://www.focusardegna.com/index.php/editoriali/821-quando-le-mimose-non-profumano-piu

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