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Può essere imperfetta, triste e dimenticata dalla storia la vicenda di un genio?
La Perfezione è una situazione relativa che per ognuno di noi può avere significati diversi. Per William Sidis, prodigio umano vissuto a cavallo tra Otto e Novecento in America, ad oggi l’uomo con il quoziente intellettuale più alto della storia ( 270. E pensate che con 120 si è considerati intelligenti sopra la media), la vita perfetta stava nella solitudine.

Sarà stata questa sua scelta a non farlo diventare un Nobel? O è stata la storia a volerlo dimenticare?

Morten Brask, giornalista e saggista danese, lascia aperte queste domande quando recupera con grande sensibilità la vicenda di Sidis e ci trascina nei meandri della storia, svelando, con maestria, personalità e dissidi di un’America che cresce, cambia, accoglie e combatte e dei suoi abitanti.

Un microcosmo nel microcosmo dove vive la sua parabola William Sidis.

Ho avuto il grande onore di intervistare Morten Brask per L’Unione Sarda a pochi giorni dall’inizio del suo tour in Sardegna per il Festival Entula e di conoscerlo, poi, durante la Milano Book City.

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Plauso alla casa editrice Iperborea che ha avuto la geniale intuizione di portare la storia dal danese all’italiano nell’avvincente traduzione di Igrid Basso.
Insomma, prima di lasciarvi alla lettura del pezzo per L’Unione, vi preparo con quella che penso sia una delle frasi più belle del romanzo.

“Devi cercare di scegliere il cammino che tu ritieni più giusto. Così raggiungi una sorta di perfezione nella tua vita. Anche se agli altri non sembrerà tale”.

 

Ecco il pezzo, buona lettura!

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