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Quando incontrai per la prima volta Manuel Frattini, nel 2009, era a Sassari per portare in scena il musical di Robin Hood. Essendo malata di musical (nel vero senso della parola) non persi l’occasione e a fine spettacolo, con ancora in testa le atmosfere magiche di quella fiaba quasi contemporanea, chiesi di poterlo intervistare. Fu oltremodo disponibile e la cosa mi fece estremamente piacere. Ci rivedemmo il giorno dopo e facemmo una lunghissima chiacchierata sulla sua carriera, i suoi sogni e passioni e, anche, le sue manie!

Una persona umile e piacevole e stiamo parlando di uno dei maggiori interpreti del musical in Italia (e tra i migliori performer in Europa). Artista completo e versatile,Frattini è un po’ tutti i personaggi che porta in scena: in lui ci Robin Hood, Pinocchio, Aladin, Peter Pan e la sua più grande passione, Fred Aistaire (“Sono cresciuto a pane e Fred Astaire” si legge in numerose interviste).

Classe 1965, Manuel nasce come ballerino muovendo i primi passi in numerosi programmi Rai e Mediaset;  nonostante in Italia il musical non fosse ancora una realtà affermata si dedica a una formazione completa nelle scuole di canto e recitazione di Milano. Nel frattempo lavora come ballerino, nella televisione del varietà: quella dei numeri di danza e dei grandi intermezzi musicali. Nel 1991 viene contattato dalla Compagnia della Rancia, diretta da Saverio Marconi per interpretare Cosmo Brown in Ballando sotto la pioggia. Arrivano poi “Sette spose per sette fratelli”, “Un americano a Parigi”, “Musical, Maestro!”, “La piccola bottega degli orrori”, ancora la meravigliosa interpretazione in “Pinocchio” con le indimenticabili musiche dei Pooh, “Peter Pan“, “Robin Hood“, “Aladin” e, infine, “Sindrome da musical”.

Manuel Frattini è decisamente un artista a tutto tondo, decisamente da conoscere e scoprire che personalmente mi ha sempre lasciata a bocca aperta. La sensazione che si ha, vedendolo nei panni di questo o quel personaggio, è di farne parte insieme a lui: una carica emotiva che prende e non abbandona facilmente quando si lasciano le poltrone del teatro.

Insomma, se non lo conoscete ancora, tenete d’occhio gli spettacoli dei teatri della vostra città e andate a scoprire il meraviglioso mondo di Manuel Frattini! Nel frattempo, vi lascio due mie recensioni: la prima è quella pubblicata nel (lontano) 2009 sul periodico “L’arborense” su Robin Hood mentre la seconda la pubblicai sul web (il sito non è, ahimè, più on line) nel 2012 quando andai a vedere “Sindrome da musical” ad Alghero.

Ps: proprio in questi giorni è in tour con “Cercasi Cenerentola”,quale migliore occasione per scoprirlo?

Buona lettura!

Ps: anche se la qualità video non è al massimo, a me fa impazzire in Blues Mama Club. https://www.youtube.com/watch?v=h8ZyXjIA9SY

LA FORESTA IN UN TEATRO

Favole, magia e poesia nel Robin Hood di Beppe Dati

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Sembra un po’ di tornare bambini e immaginare ancora  di tirare le nostre frecce nella foresta di Sherwood. Vien quasi voglia di chiedere in regalo l’arco e le frecce e soprattutto il cappello con le piume. Esattamente come quello di Robin Hood. Il teatro ha in effetti sempre una magia particolare, forte trascinante che fa scorrere il tempo in maniera diversa. Manuel Frattini, l’attore delle favole per eccellenza nelle tradizione del musical made in Italy è il perfetto magister in questo senso. Sembra lui stesso un personaggio fiabesco, con le sue acrobazie, i suoi “occhi vivaci su cui troneggia un ciuffo sbarazzino di capelli” come sottolineò il critico Francesca Pedroni . Dopo i successi di “Pinocchio”  e “Peter Pan” il versatile attore che dal 1991 calca le scene teatrali fa il tris di fiabe con il musical di  Beppe Dati diretto da Cristian Ginepro. Il tour che ha oltrepassato le cento repliche, vede Frattini  insieme alla giovane Valeria Monetti ( finalista della prima edizione di “Saranno Famosi”- ora “Amici”) arriva in Sardegna dopo oltre cento repliche in tutt’Italia con ben cinque date, tre a Cagliari e due a Sassari.
La storia è quella classica: il principe Giovanni, fratello frivolo e assetato di potere dell’amato Riccardo cuore di Leone,   tiranneggia il suo popolo già stremato dalla carestia facendo leva sulla presunta morte in Terra Santa dell’effettivo re. La nobile  Marianna, innamorata di Robin Hood viene invece promessa sposo al viscido Lord Guyo. Sul capo di Robin Hood, nobile divenuto ribelle che “ruba ai ricchi per dare ai poveri”, viene imposta una  pesante  e taglia e agli abitanti della sua contea confiscate case e le poche sostanze rimaste; Robin viene così abbandonato dai più che lo considerano la causa delle disgrazie ma grazie ai consigli di Fra Tuck e al sodalizio con Little John e il suo gruppo di banditi riuscirà ad avere la meglio su Giovanni e compagnia nonostante l’inganno da loro organizzato con il torneo d’arco, a sposare Lady Marianna e ad accogliere il festoso rientro di Riccardo cuor di leone.  E’ poi la fortissima caratterizzazione dei personaggi, che strizza l’occhio al classico Disney, a coinvolgere in egual maniera grandi e piccoli. La tata è una napoletana sguaiata e dalla battuta sempre pronta; Fra Tuck un dissoluto ( “Io che amo il vino e ancora provo la femminile nostalgia”) che ha ritrovato se stesso nella vita nella foresta, sfamando e accudendo i poveri; Lady Marianna è una sognatrice che si spazzola i cappelli alla luna pensando a un amore impossibile e così Robin Hood è un ragazzino con la fama e le potenzialità di eroe che vede il suo doppio femminile nella dolcissima Nuvola, quasi una sorella adottiva da lui salvata nella foresta che vive in maniera semplicissima la vita e i suoi sentimenti; c’è poi la versione patetica del Mac Beth in Giovanni che si appropria del titolo di re vivendo nella maestosità delle quattro mura del palazzo vessando i poveri senza mai uscire tra loro; Guyo è l’antagonista per eccellenza che però alla fine dello spettacolo non sa dire no all’amore tra Robin e Marianna rassegnandosi, alla legge dell’ amor vincit omnia. Ma anche i personaggi secondari ( per un totale di 21 artisti sulla scena) finiscono con l’avere, pur nella “ristrettezza” dello spettacolo teatrale, una forte connotazione e a trasmettere nei loro movimenti, nella continua danza dei loro corpi, un forte senso della storia. Va poi detto che anche Robin Hood, come la maggior parte delle favole della tradizione classiche, è sempre attuale. Le tematiche sono applicabili alla realtà dei giorni nostri: imposizioni e giochi di potere, il continuo divario tra ricchi e poveri ( “Invisibili persone sono i poveri di sempre che hanno ancora un illusione e che credono al buon cuore della gente. L’infinita processione delle foglie rassegnate di novembre”), la ricerca dei veri eroi ( “Ci sarebbe bisogno di eroi per riscrivere una storia che non si ala misera cronaca di una follia”), gli inganni e la consapevolezza che “siamo tutti marchingegni che si rompono prima o poi”, i giovani “alquanto svegli ma a cui mancano altre virtù, ascoltate questi consigli,  la saggezza della tribù”.
Beppe Dati  autore di musiche e testi firma magistralmente il musical arricchendo una carriera di successi, dischi di platino e partecipazioni illustri. Definito da Mia Martini, Francesco Guccini, Marco Masini “ il poeta della musica italiana” vanta venti anni di presenza al festival di Sanremo e dieci dischi di platino. Ha realizzato gli album da podio delle classifiche di Raf ( “ Cosa resterà degli anni ’80), Marco Masini( T’innamorerai”, “Uscita di sicurezza”), Vallesi ( “La forza della vita”) Canino
( “ Crescerai”), Pausini (“ Tra le cose che vivi”, “ Tra te e il mare”), Martini ( “Lacrime”), Guccini ( “D’amore, di morte e di altre sciocchezze”)…giusto per citare i più importanti.

Le voci di Manuel Frattini ( Robin), Valeria Monetti ( Marianna), Lello Abate ( Frà Tuck), Mimma Lovoi (Tata), Simone Sibillano ( Guyo), Marco Manca ( Re Giovanni), Chiara Scipione ( Nuvola), Diego Casalis ( Little John) esaltano testi orecchiabili e poetici.
Le quasi tre ore di spettacolo passano veloci mentre sul pubblico scende una leggera nebbia che trasporta direttamente nell’affascinante e festosa foresta di Sherwood o nelle pesanti stanze del castello. Robin Hood è un musical a 360 ° dove le volte del teatro si trasformano in cieli stellati e dove gli attori scendono tra la platea durante la gara di tiro con l’arco e da lì scoccano le loro frecce e, soprattutto, travolgono in balli, canti  in vortice incessante di emozioni i presenti. Giochi di luci e scenografie impreziosiscono ulteriormente la creazione di Beppe Dati per un risultato da favola… ovviamente a lieto fine!

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FATEVI CONTAGIARE DALLA SINDROME DA MUSICAL!

Ad Alghero il nuovo spettacolo con Manuel Frattini

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Era prevedibile. Un giorno sei Peter Pan, un altro Robin Hood, un altro ancora Aladin… alla fine come fai a non farti contagiare e a non portare questi personaggi nella vita reale? Nel caso di Manuel Frattini, eclettico e apprezzato protagonista del musical italiano con una carriera pluri ventennale, la sindrome da musical era lì, pronta all’agguato! Eccolo allora, con grande ironia, calcare nuovamente le scene andando a interpretare tutti i suoi personaggi nel ruolo, stavolta, di un se stesso, affetto da una particolare patologia.

Il 28 agosto l’Anfiteatro Ivan Graziani di Alghero ha ospitato, in una calda sera di fine estate, lo spettacolo di Lena Bolcati con regia di Alfonso Lambo. Oltre a Frattini, la rosa di artisti che va a comporre il musical è veramente d’eccezione: il meglio del “made in Italy” in un colpo solo! Ecco allora Angelo di Figlia (grande performer in “Pinocchio” e “Peter Pan” e capo balletto in “Mamma mia”), Andrea Verzicchio (grillo in “Pinocchio” e uno dei protagonisti di “Cats”) e una spettacolare Silvia di Stefano (coprotagonista in “Cabaret”, Shadia in “Aladin” e favolosa volpe in “Pinocchio”). Ad impreziosire il cast, un affiatatissimo trio tutto al femminile: Lucia Blanco, Eleonora Lombardo, Nadia Scherani professioniste dalla fortissima presenza scenica, tengono il ritmo passo dopo passo, coinvolgendo in un continuo crescendo.

Sdoppiamenti di personalità, deliri e raptus affliggono Manuel che, senza accorgersene, ha trasformato ogni attimo della sua giornata in un musical!

A poco serviranno le innumerevoli sedute con la psicologa (Silvia di Stefano) né le astuzie degli amici che cercheranno in tutti i modi di farlo tornare alla normalità. Tornano così in scena le melodie e i passi più noti di dieci grandi musical come “Piccola Bottega degli Orrori” mentre Manuel parla con una pianta carnivora, “Sette spose per sette fratelli” quando cerca di capire come conquistare una ragazza, “Peter Pan” e “Aladin” quando rivela il desiderio di voler rimanere bambino per sempre e credere nei sogni e nelle favole.

Un musical brillante, ironico e di altissimo livello, ma soprattutto un dialogo continuo con il pubblico, un racconto e un tributo a una grande tradizione di musical. La data algherese (prima del breve tour sardo) è stata un doppio successo: tante presenze e, come ribadito da Manuel Frattini al termine dello spettacolo “ un pubblico attento e pronto a cogliere le citazioni”

“L’importante per me – ci ha detto Frattini – era raccontare, ripercorrere musical e personaggi senza rischiare di essere auto celebrativo così andai a cercare, insieme agli autori, un pretesto: ed ecco la Sindrome da Musical. Per realizzarlo, come avete visto, è stato coinvolto un cast di grande esperienza.

L’idea è quasi quella di creare un grande salottone. Il pubblico di Alghero è molto attento e ha colto subito le citazioni! Un pubblico molto attivo e per noi questo ha rappresentato un punto di forza! “

Alla nostra domanda finale su “Quale musical sceglierebbe per poter essere contagiato dalla sindrome” ha risposto così: “Sono particolarmente legato a Pinocchio: è stato il primo progetto completamente italiano, il primo dopo quello di Garinei e Giovannini di 46 anni fa e ha avuto tappe importanti arrivando sino a New York. Ecco, la mia è la “sindrome da Peter Pan”: il voler rifiutare le responsabilità dell’adulto”.

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