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Il 2013 si chiude con un doppio brindisi per il Comune di Sassari. Il classico “A zent’anni!” esclamato sollevando un buon bicchiere di vernaccia, questo anno suggella un prezioso riconoscimento per l’antico rito della Faradda: l’Unesco ha infatti riconosciuto, all’interno dei beni facenti parte del patrimonio intangibile dell’Umanità, le cosidette ” Grandi macchine a spalla”. La Macchina di Santa Rosa a Varia di Palmi, i Gigli di Nola e, per l’appunto, i Candelieri di Sassari sono dunque ufficialmente iscritti nella “Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity”. 

Sono particolarmente legata a questo rito, di matrice religiosa che colora e riempie di suoni e devozione le calde vie della città di Sassari. Prima con Telegì e ora con TeleSassari ma sempre con lo stesso staff, abbiamo raccontato lo spirito della festa e intervistato i protagonisti. I dieci enormi ceri, rappresentanti le antiche corporazioni artigiane (Massai, Contadini, Ortolani, Fabbri, Sarti, Calzolai, Piccapietre, Viandanti, Muratori, Falegnami), vengono portati in processione il 14 agosto ma la loro preparazione e la devozione da parte dei vari gremi, dura tutto l’anno! Una festa tutta da scoprire e da vivere, sopratutto, alla quale ho deciso di dedicare l’ultimo editoriale del 2014 su FocuSardegna che trovate qui: Un treno chiamato Unesco

A proposito, questo anno la diretta della Faradda (dalle 17.00- alla mezzanotte) è andata in onda in leggera differita su TeleSassari e dai giorni seguenti era on line, in streaming su Sasssari.tv dove spero verrà inserita nuovamente nelle prossime settimane! 

Eccomi qui, a fine serata con il direttore di produzione di TeleSassari, Serena Sias 🙂

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